Cultura: Il Business Strategico del BelPaese

Diego Della Valle, Brunello Cucinelli, Renzo Rosso e Fendi hanno sponsorizzato rispettivamente il Colosseo, il Teatro alla Scala di Milano, l'arco Etrusco di Perugia, e il Ponte di Rialto. Il polo competitivo di questo intreccio tra cultura ed economia è il Centro Italia e in particolare la provincia di Arezzo, con i dati più significativi per quanto riguarda valore aggiunto (+9%) e occupazione (10.4%). Ovviamente ci sono altre città degne di nota tra cui Roma e Milano (ma a posti stranamente bassi della top ten), e Pisa, Como, Firenze, Pordenone e Vicenza. Staccato da questi dati rimane il Mezzogiorno.

Alla presentazione del rapporto sono ovviamente intervenuti Ermete Realacci e Ferruccio Dardanelli, presidenti di Symbola e Unioncamere, citando l'ormai nota importanza della difesa della qualità italiana, mostrando come la cultura sia la lente attraverso cui l'Italia dovrebbe guardare al futuro, per unire qualità e nuove tecnologie, e definendo il settore culturale come il vero e proprio combustibile per la ripresa.

La speranza, e la conferma delle conferme arriverà, però, solo con gli esiti di Expo 2015. I dati ad ora sembrano promettenti, ma forse il messaggio che arriva dallo studio è più importante rispetto ai semplici numeri. Infatti citando Paolo Crepet, psichiatra e sociologo italiano: "Senza cultura non c'è libertà, non c'è scelta. Non c'è crescita sociale, né reale benessere".