Cultura: Il Business Strategico del BelPaese

L'impatto positivo di questo mercato è visibile anche sui settori strettamente collegati, nessuno dei quali è più significativo del turismo. I turisti esteri, che come tutti sanno sono ormai la maggioranza, tendono a spendere di più nelle mete culturali. E non poco.

"Il turista culturale che soggiorna in Italia spende 52 euro al giorno per l'alloggio e 85 euro per spese extra, contro i 47 euro per alloggio e 75 per gli extra di chi viene per ragioni non culturali", riporta lo studio. E del totale della spesa dei turisti in Italia, 73 miliardi di euro nel 2013, il 36.5% (26,7 miliardi ) è legato proprio alle industrie culturali. In questo senso la strategia sarà puntare sui paesi emergenti, a cui sembra piacere molto l'Italia. Il nostro Paese sembra infatti la meta favorita di turisti cinesi, brasiliani, giapponesi e coreani. E ovviamente anche degli evergreen: canadesi, americani e australiani.

Ottimi i dati anche per quanto riguarda occupazione e sponsorizzazioni. Il primo punto è fondamentale in un paese in cui il tasso di disoccupazione non fa che aumentare: nelle aziende culturali, creative, artistiche e audiovisive lavorano 1,5 milioni di persone ovvero il 6.2% degli occupati italiani. Mentre puntando il focus sulle sponsorizzazioni (sempre più importanti per una buona riuscita economica) si conta un incremento del 6.3%, per un totale di 159 milioni di euro. E non si parla solo di grandi cifre ma anche di grandi nomi.