Economics of Time: Le Diverse Filosofie di Google e Facebook Per Guadagnare sul Vostro Tempo

Il tutto, in un tempo in cui l'industria pubblicitaria sulla rete vale oltre $7 miliardi, ed i dispositivi mobili, secondo un recente studio condotto da Mary Meeker di KPCB,  dominano il 20 percento della nostra attenzione. Google è stata così in grado di utilizzare sinora le proprie proprietà in termini di risparmio temporale - così come delineate nello studio di Varian - per assicurarsi il titolo della più ricca compagnia nel mercato pubblicitario mobile, con una quota del 37 percento. Tuttavia, se ci concentriamo solamente sugli annunci visualizzati sui display - eliminando, in questo modo, la ricerca web dai dati - il primato nel mercato appartiene al gigante di Zuckerberg. Facebook controlla oggi un terzo del mercato - una quota tre volte più grande di quella di Google, e cinque volte quella di Twitter.

Differentemente dal motore di ricerca, però, Facebook monetizza i propri guadagni con il tempo speso dai suoi utenti sulla piattaforma, piuttosto che quello risparmiato. Secondo questi dati si potrebbe facilmente essere indotti a concludere che il futuro dei dispositivi mobili, così come la nostra attenzione, appartengano di diritto a Zuckerberg. Tale proiezione si basa però sull'assunto che un maggior tempo speso sulle piattaforme mediatiche sia sempre positivamente correlato con un guadagno monetario - e ciò non è necessariamente vero. Google, ad esempio, guadagna quasi il doppio di quanto incassato da Facebook con la pubblicità mobile, sfruttando la metà del tempo di attenzione degli utenti. Questo ci ricorda come nel mercato vi sia ancora un notevole spazio per l'innovazione, in special modo, per i media costruiti attorno ad un meccanismo di "risparmio" piuttosto che di "spesa" temporale.