Le Mie tre Settimane con i Terroristi dell’ISIS. Intervista a Medyan Dairieh.

C’è stato un momento, durante il reportage, in cui si è sentito in pericolo?

Mi sono sentito in pericolo quando siamo andati al fronte e i cecchini del regime siriano ci hanno attaccato. Nel filmato si vede.

Nel vostro reportage vi è una ripetizione del termine "sharia", il rispetto per le leggi, la sicurezza deve essere ottenuta con le armi. Qual è la sua idea su questo?

L’IS considera la Sharia un modo di organizzare la vita. La Sharia non è gestita dalle armi. Basti pensare che storicamente il califfato è stato rimosso dall’Occidente (e in particolare dall'accordo Sykes-Picot), che lo ha frammentato in piccoli Paesi. La forza viene essere utilizzata, secondo l’ISIS, per ricostituirlo.

Com’è visto Barack Obama dall’IS?

L’IS è convinto che gli Stati Uniti siano il terrorista principale nel mondo. Per questo gli Stati Uniti sono il loro nemico numero uno.

Cosa pensa delle decapitazioni delle tre giornalisti Foley, Sotloff e Haines?

Ho ricevuto la notizia della decapitazione del mio collega Foley mentre ero in Libia. Questo è soltanto uno dei tentativi dell’IS per indebolire l’America. Il fallimento della primavera araba nel realizzare una vera democrazia, il mancato sostegno da parte dei regimi arabi, come quelli del Golfo arabo, la caduta del governo eletto in Egitto e in seguito la reclusione dei leader della Fratellanza e i Paesi arabi del Golfo che sostengono la controrivoluzione in Libia hanno contribuito al risentimento di uomini arabi e alla loro volontà di condividere l’IS. Sono stato di recente in Libia. Molti giovani nel mondo arabo sono così disillusi che sono così disposti a seguire l’IS. Questo è successo anche con i giovani europei musulmani. L’IS è convinto che gli Stati Uniti sappiano solo condurre bombardamenti aerei piuttosto che attaccare con truppe di terra. Nonostante i bombardamenti, però, l’IS cercherà di colpire l'Occidente portando a combattere tutti i suoi sostenitori. I combattenti sono venuti da più di 80 Paesi in tutto il Mondo che hanno connessioni con altri militanti del Paese da cui provengono. Anche se non sono affiliati ad Al-Qaeda, condividono lo stesso sistema. Possono contare su un sostegno esterno in molti paesi attraverso Internet.