La Corruzione Italiana la più Alta? No, la Germania Ci Batte Anche in Questo

Trasparenza e conflitto d’interesse

Il dato sulla corruzione percepita però rimane, penserete voi, poi lo ha pubblicato una Ong Internazionale, quindi teoricamente un ente super partes. Teoricamente. Già perché l’Ong “Transparency International” non è così indipendente come si può credere.

Come giustamente pubblicato in un post sul blog Goofynomics del prof. Alberto Bagnai (in foto), l’ong presenta un’evidente conflitto d’interesse. Tenendo fede al suo nome, l’ong è estremamente trasparente sui suoi fondatori e, soprattutto i suoi finanziatori. Sul sito dell’associazione, nata a Berlino nel 1993, si può leggere una lunga lista di donatori, gran parte di questi sono Enti pubblici, ma sono presenti anche molte multinazionali tra cui la Shell, British Petroleum (Bp), Pwc, Ernst&Youg e Kpmg; le prime due sono colossi del petroliferi, ricorderete la Bp per il disastro ecologico del Golfo del Messico, mentre le altre tre sono le 3 maggiori società di consulenza finanziaria alle imprese che spesso si traduce nelle scatole cinesi finanziare per eludere il fisco.

Transparecy International affida le sue stime esclusivamente su sondaggi effettuati nel mondo dell’imprenditoria e tratta esclusivamente la corruzione dei pubblici ufficiali che però, se vengono corrotti, sono corrotti dai privati, quindi puntando il dito sul corrotto ma non sul corruttore.

Bagnai