La Russia Lascia l’Ucraina Senza Gas. E l’Italia Cosa Rischia?

Le riserve ucraine dovrebbero essere sufficienti a soddisfare il bisogno del Paese fino all’autunno 2014, e tutti si auspicano che si possa raggiungere un accordo che soddisfi entrambe le parti proprio entro quel periodo. Anche perché, qualora così non fosse, si prospetterebbero tempi durissimi sia dal punto di vista politiche che climatico, in previsione del gelido inverno ucraino. Ma le implicazioni non sono soltanto queste.

La situazione è ancor più grave se si pensa agli effetti che questo "taglio" potrebbe provocare sui paesi dell’Europa che attingono alla Russia al fine di rifornirsi di gas ed in particolare nei confronti degli Stati del Mediterraneo (tra i quali anche l’Italia); ciò perché questi territori ricevono i propri volumi di gas attraverso gasdotti passanti principalmente per il territorio ucraino e interrompere l’erogazione verso l’Ucraina potrebbe provocare, di riflesso, una chiusura dei gasdotti diretti anche in Europa e la conseguente impossibilità di servirsi del gas russo; di qui sorgerebbe la necessità di ricorrere a fonti alternative di approvvigionamento dell’energia. Ma non sono chiaramente trascurabili le enormi difficoltà che anche ciò comporterebbe.