Lavoro in Germania, le Aziende Scappano dalla Cogestione

La cogestione e il mercato unico europeo

Con la liberalizzazione del mercato interno europeo, alcune aziende tedesche stanno iniziando ad approfittare della possibilità di cambiare giurisdizione, adottando quelle di Paesi con una tassazione minore come il Lussemburgo, per poter evitare l’obbligo della cogestione. La cogestione, infatti, si applica solo a tutti i soggetti giuridici tedeschi ma, grazie ad un vuoto legislativo, con la maggior integrazione dei mercati europei e le possibilità di ammissione nel mercato tedesco di tutte le società estere, le aziende hanno trovato il modo di aggirare questi obblighi.

Secondo uno studio dellla Hans Boeckler Foundation, il numero di società tedesche che stanno adottando una forma giuridica straniera è in crescita. Lo sviluppo di questo fenomeno è stato inizialmente lento ma con il passare degli anni ha avuto una forte accelerazione. Se nel 2000 le società registrate con questa nuova formula erano solo tre, nel 2014 le società erano 69 e nei primi mesi del 2015 il numero è arrivato a 94 aziende, per un totale di 200 mila lavoratori coinvolti.

La possibilità di eludere la cogestione, è un’arma molto potente in mano ai manager delle società. Ad esempio, gruppi come Porsche, Fresenius, BASF e Allianz hanno trasformato la loro forma societaria, registrandosi come “società europee” (SE). Ciò ha permesso loro di negoziare direttamente con il sindacato la grandezza e la composizione effettiva del Consiglio di sorveglianza, senza dover sottostare alle rigide regole della legislazione teutonica.