MLS, è Partita la Rivoluzione Usa nel Calcio

Interessante in tutto questo la parte legata al "branding", perché la ristrutturazione del calcio statunitense sta prendendo forma anche attraverso una rivisitazione del classico logo che ha da sempre contraddistinto la competizione. Un 'lavaggio' totale dell'immagine che parte anzitutto dal cambiamento di quella corporativa, in cui si è posta l'enfasi soprattutto sulla semplicità del disegno e la forza del significato. La ri-costruzione del marchio, ha però diviso i fans, a metà tra sostenitori e detrattori, e che hanno invaso le reti sociali con discussioni legate alla bontà della scelta.

Più nello specifico, il logo  (ufficiale dal 2015) rappresenta un campo diviso da una linea, a rappresentare il 'primo tempo' e il 'secondo tempo', in cui è stata mantenuta la scritta MLS, il blu e il rosso (i colori degli States), ma sono stati aggiunti ad essa 3 stelle che simboleggiano i pilastri del nuovo soccer: il club, il paese, la comunità. La seconda metà del logo è stata lasciata in bianco: una scelta che potrebbe lasciar pensare alla possibilità di inserirvi in via successiva quello dello sponsor ufficiale del campionato, iniziativa che si tradurrebbe in un grosso afflusso di denaro per le casse della Lega.

Don Garber, n.1 della MLS, ha comunque difeso il nuovo stemma, definito troppo poco sentimentalista e privo di creatività e dunque pensato solo per i patrocinatori, come sostengono appunto i suoi detrattori. Perché poi la MLS ha ideato un sistema uniforme di stemmi, abolendo quelli tradizionali delle diverse franchigie: tutti uguali a quello del campionato, ma differenti solo nelle tonalità cromatiche, la cui base sono i colori rappresentativi di ciascun club. Con il chiaro intento di sfruttare la possibilità di poterli 'esportare' anche al di là della comunità in questione.

Dettagli comunque di un processo di proporzioni più vaste e significative, in cui la MLS si appresta ad avviare un'espansione decisiva per tracciare le linee guida di un business sempre più imponente, puntando le sue fiches sul marketing, i media e ovviamente i consumatori di calcio e i potenziali tali. Il che rende l'idea della rivoluzione in atto negli States: portare il calcio ad un livello mai visto, nel tentativo di affiancare, in tutto e per tutto, i maggiori campionati europei. Compresa la credibilità.