Philae: Ecco i Primi Risultati e le Prime Foto della Cometa

Che almeno Philae abbia funzionato per un certo periodo, tuttavia, è cosa certa. Poco dopo l’atterraggio ha iniziato ad effettuare scansioni e rilevamenti, pur senza la sicurezza di avere in possesso dei campioni del terreno, descritto dagli scienziati come estremamente duro e ghiacciato. Ed è anzi da rilevare che è stata proprio la cometa, con la sua compattezza, a compromettere il martello Mupus del lander. Per giunta, in un lasso di tempo molto breve.

Da allora Philae è comunque entrato in funzione come era stato programmato ed ha iniziato a sondare l’ambiente circostante: la temperatura registrata ammontava a -153 gradi, scesa di 10 gradi dopo l’attivazione del sistema. L’analizzatore di gas atmosferici, sigla Cosac (Cometary sampling and composition experiment), affidato al controllo di un team del Max-Planck-Institut in Germania ha registrato la presenza di molecole organiche contenenti carbonio in atmosfera. Dato molto importante perché come sappiamo tali molecole costituiscono una base per l’esistenza della vita. Il sistema di superficie SESAME (Surface Electrical, Sismic and Acoustic Monitoring Experiment) ha ascoltato le rilevazioni sismiche e conferma le rilevazioni di MUPUS sullo strato di polveri che ricoprono il ghiaccio e sul basso livello di attività della cometa del posto in cui si trova Philae.

Il sistema CONSERT (Comet Nucleus Sounding Experiment by Radiowave Transmission) operante tramite onde radio ha invece funzionato in una modalità non prevista, data la straordinarietà della situazione, riuscendo a misurare per ben tre volte la distanza tra sonda orbitante e lander, offrendo così la triangolazione migliore per stabilire un suo posizionamento.