Prendersela con Sting, tuttavia, sarebbe ingiusto. La gestione dei contratti non è supervisionata direttamente dagli artisti, e allo staff qualche dettaglio su chi sia il committente di un ingaggio può sfuggire. Certo che gli staff delle maggiori stelle del pop internazionale non sempre sono attentissime, una volta appurata la solvibilità del contraente. Per esempio, che l’ex dittatore libico Mu'ammar Gheddafi non avesse problemi di liquidità era cosa nota, ma che la sua condotta in tema di diritti umani (e non solo) non fosse esattamente esemplare lo era altrettanto. Eppure, negli anni, tanti nomi di prima grandezza – come per esempio Beyoncé, amica intima di Michelle Obama e paladina del female empowerment, oltre che Mariah Carey, Nelly Furtado, Usher e 50 Cent – hanno stretto accordi con i familiari del colonnello per esibirsi a feste private. Sono venute poi – dopo la destituzione e l’assassinio di Gheddafi - le prese di coscienza, i pentimenti e le relative ammende (concretizzatesi il più delle volte nella devoluzione dell’onorario percepito in beneficenza), ma la figuraccia, agli occhi dell’opinione pubblica, è rimasta.
E in Italia? Gli artisti nostri connazionali sono sempre parsi più accorti nell’accettare ingaggi privati, ma qualcosa – a qualcuno – è pur sempre sfuggito. Nell’ottobre del 2011, per esempio, Eros Ramazzotti acconsentì a esibirsi a conclusione di un festival a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, organizzato da Gulnara Karimova, figlia del dittatore Islam Karimov accusata di sfruttamento di lavoro minorile. In pochi giorni montò la protesta, e l’artista, alle contestazioni rispose di essersi affidato allo staff della sua agenzia, sostenendo di “non sapere nemmeno dove sia l’ Uzbekistan”. E pensare che, sempre nel 2011, fu lo stesso Sting a rifiutare di esibirsi ad Astana, la capitale del Kazakistan (paese del quale, per ironia della sorte, è nativo proprio Mikhail Gutseriyev, il suo ultimo committente), perché in polemica con le politiche del presidente Nursultan Nazarbayev nel gestire le controversie con i lavoratori dei locali impianti petroliferi. Probabilmente gli stessi grazie ai quali, qualche anno dopo, ha incassato un cachet da capogiro suonando a un matrimonio a Mosca…
