TTIP, Gli Isds come le Sigarette: Nuociono Gravemente alla Salute

Toccatemi tutto ma non il mio brand

Nel 2011 in Australia è passata una legge che obbligava tutti i produttori di tabacco ad omologare i loro pacchetti di sigarette. Seguendo la stessa logica che alcuni anni fa portò all’eliminazione della dicitura “Light” da alcuni pacchetti, il governo australiano sostenne che, colori, marchio e grafica potessero dare l’impressione di un prodotto meno nocivo. Come dimostra l’immagine sottostante, la grande novità, oltre ad immagini molto forti sugli effetti del fumo già in uso in altri Paesi, è la totale sbrandizzazione del pacchetto, eccezzion fatta per una piccola scritta nella parte bassa.

Pacchetti di sigarette Australia

Subito dopo il passaggio della legge due industrie del tabacco: British American Tobacco e la Japan Tobacco International; hanno fatto causa al governo Australiano per fare ritirare la legge. Ciononostante il tribunale ha dato ragione al Governo, obbligando le aziende del tabacco a ripagare al Governo i costi del processo.

Ma era solo l’inizio. Pochi mesi dopo la sentenza infatti, la Philip Morris Asia ha fatto anch’essa causa al Governo di Camberra sostenendo che l’eliminazione del Brand fosse una violazione del libero mercato e della proprietà intellettuale. Ed è qui che sono entrati in gioco gli Isds.

Nel 1993 l’Australia e Hong Kong hanno siglato un trattato di libero scambio in cui è specificato il divieto per l’Australia di legiferare contro le proprietà intellettuali di società basate ad Hong Kong. La Philip Morris International (PMI) 9 mesi prima di lanciare la causa ha spostato la sua divisione australiana presso la sede legale della Philip Morris Asia, dove? A Hong Kong.