Tutto Quello che si Nasconde Dietro ai Fatti di Ferguson

Una differenza di trattamento e di condizione che sembra avere profonde radici ideologiche e che la popolazione bianca sembra non capire mai fino in fondo. Le motivazioni non sono da ricercare nella mera accusa razzista che in maniera semplicistica verrebbe da volgere nei confronti della popolazione americana, ma in una sostanziale differenza culturale, figlia di secoli di distinzioni, che ha sviluppato una diversità sociale, economica e politica tra le varie etnie presenti negli Stati Uniti.

A testimoniarlo è un sondaggio del PRRI (Public Religion Research Institute) che ha rivelato come la popolazione afroamericana abbia un maggior numero di problematiche all’interno della propria comunità. Difficoltà, quelle registrate, dovute alla mancanza di posti di lavoro, alla reiterata scarsità di opportunità per i giovani, la mancanza di finanziamenti per le scuole pubbliche, la criminalità e alle più comuni tensioni razziali. Inoltre, da uno studio effettuato dal Social Network Analysis nel 2013, negli Stati Uniti è emersa una crescente ghettizzazione etnica: il 75% delle reti sociali della popolazione bianca, infatti, si districa verso altri membri della stessa comunità ed etnia. Numeri di tutt’altra portata rispetto a quelli relativi alla popolazione afroamericana (65%) e quella ispanica (46%).

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Una situazione che sembra non combaciare con i sentimenti generalisti nazionali, che tengono a bada la questione nascondendosi dietro l’elezione del primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti, Barack Obama. Il vero problema sembra essere la coesistenza forzata tra etnie culturalmente non ancora pronte alla convivenza. Ignorare profonde fratture sociali, che tutt’oggi sembrano insanabili, è solo uno degli atteggiamenti inspiegabili di una nazione che rivendica armonia tra le frange della sua popolazione e che poi, nei censimenti, ricorda ai cittadini di indicare la propria etnia di origine.