Da Krugman ai “Bocconi Boys”: Cosa serve per uscire dalla crisi?

Come agire quindi?

Nessuno lo sa. Reinhart e Rogoff (2010) hanno documentato che paesi con un alto livello di debito mostrano tassi di crescita inferiori (nonostante gli errori statistici, altri paper hanno documentato questa relazione e altri paper ancora l’hanno ulteriormente smentita). In ogni caso, non si parla di relazioni causa-effetto ma di associazioni statistiche.

L’austerity potrebbe avere degli effetti positivi, attraverso un consolidamento fiscale espansivo: lo stato riduce la spesa pubblica e questo porta ad un aumento della produzione attraverso maggiori investimenti privati. Giavazzi e Pagano (1990) sono i primi a documentare questa situazione. Numerosi contributi recenti hanno fornito ulteriore evidenza empirica al riguardo.

Chiunque ritenga che il rigore fiscale sia la causa della crescita economica tedesca si sbaglia: come mostra Paul Krugman (clicca qui) la politica fiscale tedesca non è stata così restrittiva come si vocifera.

Un fatto però emerge: negli ultimi decenni le spese dello Stato sono aumentate e le entrate sono relativamente diminuite rispetto al prodotto. Un welfare state che si occupa di sicurezza sociale e sanità, in un contesto di invecchiamento della popolazione, porterà a sempre maggiori uscite. Inoltre, in molti paesi Ocse c’è stata una riduzione delle aliquote d’imposta negli ultimi decenni. Se il Pil non aumenta improvvisamente, il rapporto deficit/PIL è destinato ad aumentare. E lo Stato, come tutti, i debiti prima o poi li deve pagare.

Photo Credit: The Economist