Bucarest, un Giorno alla Fondazione Parada

Era il lontano 1996 quando la fondazione venne creata. A gettare le basi del progetto fu Miloud Oukili, un artista franco-algerino arrivato in città nel 1992. Dopo una breve esperienza come animatore negli ospedali della città, negli orfanotrofi e nei centri per disabili, Miloud cominciò a entrare in contatto con la drammatica realtà dei bambini di strada di Bucarest. Una condizione che lo spinse a organizzare una serie di spettacoli per le strade e le piazze della città, con il solo obiettivo di recuperare quei giovani ragazzi, talvolta bambini, che popolavano i marciapiedi e i sotterranei. Fondò così Parada, l’associazione che oggi, a quasi vent’anni dalla sua nascita, è la sola a intervenire direttamente a sostegno dei bambini di strada, offrendo loro servizi d’urgenza, assistenza sociale, educazione e progetti d’integrazione socioprofessionale. Un “circo sociale”, come viene chiamato dai volontari e dagli operatori del centro, che vuole, attraverso l’arte e la risata della giocoleria, regalare a questi bambini una seconda chance, nel tentativo di costruirsi una vita quantomeno stabile. Ed è proprio attraversando quei corridoi e quelle scale che si ha la sensazione che il lavoro, in tutti questi anni, non abbia perso di efficacia.

Finalmente siamo arrivati all’ultimo piano. Alina ci accompagna in una stanza in fondo all’ultimo corridoio. L’unica che, tra tutte, sembra utilizzata in quel momento. Appena varcato l’uscio, veniamo accolti da un grande tavolo di legno, attorno al quale una decina di ragazzini, di età compresa tra i 10 e i 18 anni, sono impegnati a svolgere le proprie attività. C’è chi, seguito da un volontario, disegna, chi scrive e chi, invece, preferisce guardare gli altri, senza fare nulla. Una rapida occhiata alla stanza, giusto il tempo di capire che si tratta di una classe, e veniamo accolti da Franco (Aloisio, ndr), il direttore del centro.

Parada4

Avevamo contattato Franco quando eravamo ancora in Italia. Mossi dall’interesse per l’attività dell’associazione, gli avevamo scritto per fissare un incontro per quando saremmo arrivati in città. Avevamo fantasticato anche di fare la conoscenza di Miloud, il fondatore, ma eravamo stati messi in guardia dallo stesso Franco: “Miloud non è più in Romania dal 2002. E’ tornato in Francia, dove, tra l’altro, sta combattendo con una serie di problemi personali. Qui viene molto raramente ormai, l’ultima volta circa 4 anni fa”. Lui comunque si era detto disponibile nel farci conoscere e vedere da vicino la realtà del centro e per questo ci eravamo scambiati i numeri di telefono.