Coalizione anti Isis: Il Contributo dei Paesi Coinvolti

SOSTEGNO AEREO/MATERIALE

Iraq: paese coinvolto direttamente nella guerra. Il nord è completamente in mano agli jihadisti dell'Isis. E' stato proprio il governo iracheno a richiedere con forza l'intervento di Stati Uniti e Francia.

Libano: gli Hezbollah, il partito di Dio, sta combattendo internamente contro i gruppi affiliati all'Is e contro il Fronte al Nusra.

Giordania: partecipa ai raid aerei su Siria ed Iraq. Inoltre si sta prodigando per congelare e fermare i finanziamenti diretti al'Isis.

Bahrain: partecipa ai raid.

Arabia Saudita: partecipa ai raid. Inoltre ha donato 100 milioni di dollari al Centro antiterrorismo dell'Onu e 500 milioni per aiuti umanitari.

Emirati Arabi Uniti: partecipa ai raid. Ha donato 500 milioni di dollari di aiuti all'Iraq.

Qatar: oltre ad aver partecipato ai raid, ha mandato 300 tonnellate di aiuti umanitari alla popolazione irachena interessata dalla guerra. Inoltre ha bloccato il flusso di soldi diretto allo Stato Islamico

Francia: partecipa direttamente ai raid. E' allo studio l'ipotesi di bombardamenti anche in territorio siriano. Per ora la Francia ha inviato 59 tonnellate di carichi umanitari nella città settentrionale irachena di Erbil, e si prevedono presto ulteriori consegne.

Germania: è in prima linea nell'addestramento di combattenti curdi. A loro ha fornito anche numerosi armi, tra le quali, fucili d'assalto, veicoli blindati e centinaia di armi anticarro. Sul territorio iracheno sono stati inviati 40 paracadutisti per l'addestramento delle truppe curde. Inviate inoltre 36 tonnellate di aiuti umanitari.

Canada: Decine di effettivi militari sono stati inviati in Iraq per addestrare le forze irachene. Quindici milioni di dollari sono stati invece destinati per sostenere le misure di sicurezza nella regione dove è attivo l'Is.

Gran Bretagna: il Parlamento ha approvato i raid, ma solo in Iraq. Trentotto milioni di dollari sono stati destinati ad aiuti umanitari.

Australia: è impegnata attivamente sul campo con raid aerei e truppe delle forze speciali affiancate a quelle irachene. Il Paese ha fornito 5 milioni di dollari di aiuti umanitari all'Iraq, così come velivoli, sistemi di allarme rapido e di magazzini militari.

Italia: ad ora non è prevista alcuna opzione militare sul campo. Aiuti per il rifornimento aereo e 2,5 milioni di dollari destinati ad armamenti e alimenti.

Repubblica Ceca: ha fornito caccia e 500 tonnellate di munizioni all'Iraq e ha anche contribuito con 1,5 milioni di dollari in aiuti umanitari.

Albania: Armi alle forze curde che consistono in 22 milioni di proiettili per fucili e 32mila proiettili di artiglieria.

Paesi Bassi: hanno dato mille caschi e mille giubbotti antiproiettile per le forze curde, così come 10 milioni di dollari di aiuti umanitari. Ieri hanno fatto sapere che metteranno a disposizione sei F-16.

Estonia: ha donato un milioni di proiettili per mitragliatrici e 90mila dollari per sostenere gli sfollati iracheni.

Ungheria: mine e proiettili alle forze irachene. L'Ungheria ha anche inviato 90mila dollari in un pacchetto di aiuti ai cristiani a Erbil.

Turchia: il presidente Recep Tayyip Erdogan ha assicurato che il Paese " sostegno militare o logistico". Cento camion con 1,9 milioni dollari in aiuti umanitari hanno viaggiato per aiutare i turcomanni nel nord dell'Iraq da giugno. La Turchia ha anche costruito un campo per 20mila turcomanni iracheni.

Belgio: Il Paese ha inviato 13 tonnellate di aiuti all'Iraq. Non esclusa un'opzione militare.

Danimarca: ha fornito un velivolo da trasporto per sostenere gli sforzi internazionali.

Croazia: è impegnata a fornire armi ed attrezzature alle forze curde.