Tuttavia i risultati dei due, supportati dall'analisi di un'immensa mole di dati, sembrano proporci un ulteriore conclusione: più alto è il raccolto, maggiore è la propensione ad essere pazienti, e con maggiore probabilità l'economia crescerà. Galor e Özak hanno infatti dimostrato, ad esempio, che nei paesi moderni, in cui circa 500 anni ors ono le colture rendevano una deviazione standard in più, gli individui, in media, rimangono a scuola per un anno addizionale. Un dato che è solo uno dei canali attraverso i quali un mind-set di lungo periodo può contribuire alla crescita economica - tra gli altri analizzati dai due ricercatori vi sono gli effetti sugli investimenti in capitale e ricerca.
Tale interpretazione, per quanto affascinante, non può però costituire l'unico fattore a spiegazione dell'esistente divergenza economica tra i paesi industrializzati equelli non sviluppati. "Perché l'Africa centrale sta vivendo tutti i problemi politici, sociali ed economici che la caratterizzano oggi? si chiede J.P Daughton, professore di storia a Standford. "Non credo che qualsiasi risposta a tale domanda possa dirsi completa senza includere un'ampia discussione sulla dislocazione sociale e la devastazione economica che gli europei hanno causato in tali zone tra il 1890, ed il 1960."
Quanto raggiunto dallo studio di Galor e Özak, con tutti i criticismi vi si possono dirigere, rimane un risultato strabiliante. Non è solo una questione di dove oggigiorno un individuo nasce cresce, e prospera. Ma anche di dove i nostri antenati sono nati, cresciuti ed hanno prosperato - e, soprattuto, come l'ambiente esterno ne ha inevitabilmente influenzato la cultura.
