Smartweek Racconta Edwin Land, il Visionario Inventore della Polaroid dalla Vena Artistica

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Capitolo 3: la Land Camera

Giunta la fine del Secondo Conflitto Mondiale, Land può tornare a occuparsi dei progetti lasciati in sospeso. Così, si lancia in una nuova avventura: il 21 febbraio 1947 si reca all'Associazione Ottica dell'America per fare una dimostrazione della sua ultima invenzione: la macchina fotografica istantanea. Infatti, prima di allora il tempo che intercorreva tra lo scatto e lo sviluppo della fotografia poteva richiedere anche alcuni giorni. Il rullino subiva un procedimento lungo in camera oscura per essere sviluppato. Land, perciò, intuisce che il mercato sta cambiando: le persone sono sempre più alla ricerca dell'immediatezza e di un collezionismo spasmodico dei ricordi, forse anche spinti dagli orrori appena vissuti. In meno di due anni 60 modelli della Land Camera sono in commercio, 57 dei quali vengono venduti il primo giorno.

Questo determina un lancio esponenziale verso la crescita dell'azienda, che fa emergere anche alcuni lati un po' ossessivi del carattere di Land. La sua volontà di risolvere dei problemi si concretezza in un periodo incessante di ricerche ed esperimenti: nella sua carriera ha registrato ben 537 brevetti, secondo solo a Edison. Addirittura i suoi assistenti sono istruiti perché gli ricordino di mangiare e di cambiarsi i vestiti. Uno dei suoi colleghi, Elkan Blout, ricorda:

L'egregio contributo di Land al mondo della fotografia non si ferma qui. Il suo più grande progetto arriva negli anni Cinquanta, quando progetta le lenti ottiche per l'aereo-spia Lockheed U-2. Inoltre, scopre un sistema a due colori che proiettano la luce per realizzare un intero spettro di sfumature. Non c'è da stupirsi, quindi, se nel 1957 l'Harvard University gli conferisce il dottorato onorario e Cambridge, città del Massachusetts, gli intitola la via della sede sella Polaroid.