Gli Stati Uniti e la Passione per le Armi

E proprio i produttori di armi rappresentano l’elemento forse più influente in tutto il contesto. Ogni anno, lo Stato nordamericano produce circa 5 milioni e mezzo di armi da fuoco per uso “civile”, con un’industria che impiega circa 220mila persone ed ha un impatto sull’economia del Paese che si aggira intorno ai 33 miliardi di dollari ogni anno. Non sorprende dunque che le lobbies legate a questo mondo facciano tutto il possibile per evitare che si giunga ad una diminuzione nella vendita della armi, siano esse per sport o per difesa personale. La più importante associazione di lobbying in materia di armi presente negli Stati Uniti è la National Rifle Association (NRA), fondata nel 1871, che conta oggi circa 5 milioni di iscritti. La rivista Fortune l’ha spesso indicata come una dei tre gruppi più influenti a Washington. Non a torto, visto che nel 2008 si stima che abbia speso circa 10 milioni di dollari per la produzione di campagne pubblicitarie anti-Obama e che nel 2012 ha appoggiato la candidatura del repubblicano Mitt Romney con una generosa donazione di 3,4 milioni di dollari.

Il dibattito in merito all’influenza che queste cospicue iniezioni di denaro nella politica possano avere sulle scelte nazionali è più che mai attuale, non solo negli Stati Uniti. Rimane poi da sottolineare che, dalla sua fondazione ad oggi, la NRA ha visto tra i suoi membri: 8 presidenti degli Stati Uniti (tra cui George W. Bush), 2 vicepresidenti, 2 giudici della Suprema Corte e numerosi membri del Congresso. Se Greenpeace godesse dello stesso grado di penetrazione, come sarebbero gli Stati Uniti d’oggi?

In collaborazione con L'Alligatore - La Rivista degli studenti di giurisprudenza della Statale di Milano

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