Identity Economics: il Ruolo delle Norme Sociali nelle Scelte Economiche

Un ultimo esempio riportato da Akerlof riguarda l’identità dei sessi e, in particolare, il lavoro femminile. Le prescrizioni comportamentali legate al sesso sono profondamente radicate nei costumi e nelle tradizioni culturali: gli atteggiamenti troppo mascolini sono poco gradevoli in una donna, mentre il contrario vale per l’uomo. Nonostante i grandi cambiamenti negli ultimi decenni, il mercato del lavoro soffre ancora di questo problema. Un datore di lavoro, infatti, dovrebbe basare le sue assunzioni sulla produttività attesa dal candidato, così come il lavoratore cercherà impiego dove sa di poter dare il meglio di sé. Akerlof mostra invece come negli Stati Uniti alcune posizioni siano preclusi alle donne (avvocato, dirigente, operaio) e altre agli uomini (infermiere, insegnante, segretario), poiché fortemente identificabili con figure del sesso opposto. Avere un dirigente donna potrebbe non essere ben digerito da colleghi e dipendenti, poiché gli atteggiamenti autoritari non si addicono al sesso femminile. In questo caso, il problema è che tali norme sociali si estendono oltre i confini aziendali e colpiscono interi settori d’impiego, o persino intere comunità, e di conseguenza il cambiamento delle norme sociali richiede una decisa azione collettiva.

Per approfondire: Akerlof, G. and Kranton, R., Identity Economics, Princeton University Press, 2010; Akerlof, G. and Kranton, R., Economics and Identity, Quarterly Journal of Economics CVX, August 2000, pp. 715–753

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