Più in generale, donare in beneficenza non è sempre una decisione razionale. Siamo probabilmente spinti più spesso a donare per una patologia di cui ha sofferto un nostro caro piuttosto che seguendo i risultati di un calcolo utilitaristico su quali malattie colpiscono oggigiorno più persone, quali abbiamo maggior probabilità di contrarre, o ricevono gli investimenti più bassi dalle aziende farmaceutiche - talvolta le nostre decisioni non sembrano neanche guidate da tali valori o dal potenziale impatto di una patologia, ma da una spinta emulativa verso una celebrità ed dalla possibilità di guadagnare un momentaneo accesso alla visibilità che queste campagne di beneficenza offrono. Tale deviazione comportamentale è chiara dal momento che si considerano i fondi raccolti da questo genere di organizzazioni ed il numero di decessi correlati a tali malattie (vedi Figura 1).
Figura 1. Dove vanno i nostri fondi VS le malattie che ci uccidono

