La ALS Ice Bucket Challenge Vista dagli Occhi di un Economista

Secondo il professore, svariati sono i fattori che hanno contributi alla viralità dell'iniziativa: la crescita esponenziale dovuta al sistema di nomine, e l'immediatezza del tag attraverso Facebook e Twitter; il termine stabilito entro le 24 ore dalla nomination, che impone un rapido intervento; la semplicità della partecipazione, in quanto non è necessario alcun editing del filmato; la prova sociale, l'autorità e la paura di perdere l'occasione. Ma soprattutto, la Ice Bucket Challenge, a detta di Ederer, "offre un esempio di come un marchio riesca a sfruttare l'energia di una moda narcisistica sui social network al proprio servizio: un atto incongruo, facile da replicare, e che urla 'guardatemi'."

Ma quali sono i fattori che hanno maggiormente contribuito ad una partecipazione su larga scala? Contano di più, in definitiva, gli incentivi economici o quelli di beneficenza? Il professore di Yale dubita che coloro che hanno accettato la sfida, l'abbiano fatto per evitare di donare alla ALS. "Sarebbe molto più facile ignorare la sfida e non donare i $100 - prosegue Ederer - ma la maggior parte delle persone su Facebook, amano condividere le proprie esperienze, e la Ice Bucket Challenge fornisce loro una scusa perfetta per farlo, soprattutto perché possono farlo con la consapevolezza di servire una buona causa."