Land Grabbing: Cos’è e Perché la Coca Cola ha Detto Basta

Nel 2011, il commercio globale di zucchero grezzo è stato pari a 47 miliardi di dollari. Di questi, circa 33 miliardi provengono dai Paesi in via di sviluppo. Sempre nel report pubblicato da Oxfam si sostiene come, data la scarsità di informazioni rilasciate dalle aziende leader mondiali del food and beverage, risulta sempre più difficile ottenere stime precise. Per venire incontro a tale critica, Coca-Cola ha reso pubblico come i suoi Paesi chiave per la produzione di tali risorse siano Brasile, Messico e India, rilasciando i nomi di tre fornitori chiave: Copersucar (Brasile), Mitr Phol (Thailandia) e Dangote (Nigeria). Appoggiando la causa mossa da Oxfam, Coca-Cola ha quindi dichiarato tolleranza zero verso i fornitori che non rispettano i diritti terrieri delle comunità locali nei Paesi in via di sviluppo. In un’altra nota, il colosso Usa ha definito come "inaccettabile" il land grabbing.

Gli osservatori internazionali si concentrano adesso su PepsiCo e Associated British Foods (ABF), che devono ancora affrontare i problemi evidenziati dal rapporto Oxfam. Nei prossimi mesi Oxfam si impegnerà a monitorare le misure che Coca Cola metterà in atto per adempiere ai propri impegni, a partire dal sostegno concreto che verrà dato alle comunità locali in Brasile e Cambogia nella lotta per riconquistare i diritti sulla terra. Adesso, sarà compito anche di PepsiCo e ABF di rispondere alle centinaia di migliaia di consumatori che hanno chiesto di dire basta all’accaparramento delle terre.

Photo credit: The Library of Congress / Foter.com