Quando Moriremo? Te lo dice il Dna

L’infinita potenzialità delle cellule staminali, famose oggi anche grazie a tristi fatti di cronaca, deriva anche dalla capacità di rigenerare di volta in volta questi cappucci molecolari, grazie ad un piccolo enzima in grado di risintetizzarli, la telomerasi, assente nella quasi totalità delle cellule di un uomo adulto.

La perdita irreparabile di queste “body guard genomiche”, che avviene durante lo sviluppo, costituisce l’orologio biologico umano e di ogni specie, come dimostra l’allungamento della aspettativa di vita di circa il 20% di alcuni vermi a cui sperimentalmente erano stati allungati i telomeri.

Per l’uomo, però, il discorso è più complesso, e i risultati del ripristino dell’attività dell’enzima hanno portato per ora a trasformazioni neoplastiche delle cellule. La telomerasi è molto attiva, infatti, in circa il 90% delle forme tumorali ed è uno dei principali fattori che consentono l’incontrollata e costante proliferazione della massa cancerosa.  Le cellule, d’altra parte, sono naturalmente fatte per morire. Le operazioni di copia o traduzione del Dna per produrre proteine e nuovi elementi, infatti, sono costituiti da procedimenti che richiedono un’estrema precisione e, nonostante sofisticati sistemi di controllo, possono avvenire degli errori irreparabili secondo una probabilità che diventa sempre più alta con l’età cellulare.