Dal lato finanziario, molte banche occidentali - in particolare quelle Austriache, Ungheresi, Francesi ed Italiane - possiedono filiali in Russia e prestano denaro direttamente ai clienti da filiali esterne (vedi Figura 7) - per alcune di queste la quota dei profitti derivanti da tali operazioni ha rappresentato quasi un terzo del totale.
Figura 7. Attività bancarie europee in Russia
Da tale analisi emerge chiaramente come i paesi ad avere stretto legami economicamente più vincolanti con la Russia - e quindi più vulnerabili qualora la sua economia subisse un rallentamento a causa di nuove sanzioni imposte dall'UE - siano quelli dell'Est Europa. Mentre la questione dell'approvvigionamento energetico rimane delicata - ed aperta - anche per molte economie dell'Europa centrale.
Nel frattempo, la cancelliera tedesca Angela Merkel, in una conferenza stampa tenutasi ieri a Bruxelles, ha sottolineato che "non vi possono essere soluzioni militari alla crisi", raffreddando gli animi di alcuni paesi che si erano già detti pronti a fornire materiali bellici a Kiev, e confermando, in definitiva, come l'unica cartuccia nel caricatore della UE rimanga l'adozione di nuove "sanzioni economiche" - una cartuccia che, dato l'elevato livello di interdipendenza creatosi fra la Russia e l'Europa, potrebbe rivelarsi fatale ad entrambe.

