Se l’Europa Non Compra Più, Mosca a Chi Venderà il Gas?

Per converso, questo significa che la stragrande maggioranza del gas russo è venduto sul mercato europeo. Mosca non vende molto sul mercato cinese. Per non parlare di quello statunitense, ovviamente. E qui sta il punto. Il gas russo, come negli anni Ottanta il petrolio iracheno, non ha un prezzo stabile. La sua quotazione dipende dall’incontro di domanda ed offerta. Come si fa a tenere artificialmente alto il prezzo? La Russia non ha molte alternative che vendere i propri idrocarburi ai paesi europei. Tanto è vero che la rete di gasdotti, vecchi e nuovi (South e North Stream) corre quasi esclusivamente in direzione occidentale, non certo verso le steppe mongole né tanto meno verso gli altipiani centro-asiatici e turchi. Senza un compratore, possibilmente legato da contratti di fornitura pluri-quinquennali, il gas russo rischia di ristagnare nei gasdotti e nei centri di stoccaggio, come quello austriaco di Baumgarten.

Che fare dunque? Lo scenario geostrategico corre in aiuto di Mosca, e la buona vecchia carta del divide et impera non delude mai. Mettiamo in competizione i vari paesi europei, diamo la sensazione ad ognuno di questi di avere in mano il gasdotto chiave per tenere calde le abitazioni del vecchio continente per il prossimo inverno. Rassicuriamo la comunità politica e la società civile tedesca con il coinvolgimento dell’eminenza tedesca, l’ex Cancelliere Gerhard Schröder per il North Stream, tentiamo di fare lo stesso con Romano Prodi con il South Stream. Strutturiamo dunque una partnership con Eni sullo stesso South Stream, mentre a Bruxelles si lavora per il progetto alternativo Nabucco.

E se questo non è sufficiente, giochiamoci la carta della psicosi collettiva:  teniamo vivo lo spauracchio di un’improvvisa interruzione delle forniture. Tutti in casa con la stufa a pellet, mentre i gasdotti russi  trasudano, e le casse russe…languono. Alla fine anche questo inverno, in qualche modo, si troverà una soluzione che raffreddi gli animi e tenga calde le nostre case, fino al prossimo autunno.