Ttip, le Regole della Finanza Dividono Usa e Ue

Le critiche alla cooperazione normativa

Lo scetticismo verso la cooperazione normativa non si è palesato esclusivamente da Washington. Secondo il Corporate Europe Observatory, una Ong che controlla l’azione di lobby all’interno delle istituzioni europee, nella bozza di documento presentata dall'Ue suggerisce una serie di meccanismi sia per ridimensionare la normativa esistente, sia per prevenire futura regolamentazione che potrebbero contraddire gli interessi delle società finanziarie da entrambi i lati dell'Atlantico.

Secondo l'Ong, le cosiddette proposte di "cooperazione regolamentare" garantirebbero che il settore finanziario non venga danneggiato da misure adottate dalle autorità di regolamentazione, permettendo alle banche dell'Ue di operare negli Stati Uniti con le, generalmente meno rigorose, norme dell'Unione europea, e in generale che le società finanziarie su un lato dell'Atlantico non devono rispettare le leggi del paese ospitante, ma solo dalle leggi del proprio Paese dall'altra parte dell'Atlantico.

Il “gioco di squadra” tra il mondo finanziario e l’Ue si giustifica, stando all’Ong, dall’interesse che le banche di Wall Street hanno nell'iniziativa europea, vedendola come un'altra buona opportunità per allentare la regolamentazione interna.

A rispondere a queste accuse ci ha pensato il Commissario europeo per il commercio Karel De Gucht che ha sempre negato che l'accordo fosse negoziato con gli interessi delle multinazionali, incluse quelle nel settore dei servizi finanziari. Il mese scorso, in un discorso a Breslavia in Polonia, lo stesso De Gucht ha sostenuto che piuttosto che livellare la regolamentazione, l'accordo è stato progettato per "includere forti misure di salvaguardia" e di "proteggere il nostro diritto di regolamentare".

Il peso della politica

Con l’appuntamento delle elezioni di metà mandato nel prossimo novembre, l’Amministrazione Obama cercherà di rinviare il più possibile questa delicata disputa con la Commissione europea. Una cosa è certa, a poco più di un anno dall’inizio dei trattati la luna di miele tra Usa e Ue va scemando. Più i negoziati entrano nei particolari più il lato politico dei trattati aumenta di peso esponendo l’iter a due possibili rischi: o un elusione completa degli argomenti, regolamentati poi al di fuori del trattato, oppure, date anche le ultime rivelazioni di Wikileaks, una totale opacità e segretezza dei negoziati. Ma la segretezza, parafrasando Tito Livio, inclina le persone a veder le cose più brutte di quel che sono.