Nascita di Uber e crescita della disuguaglianza
Uber è stata fondata nel 2009, nel bel mezzo della peggiore crisi finanziaria dal 1929. Come la App di Car-sharing ha iniziato a crescere, così anche la disparità di reddito e la disuguaglianza di ricchezza negli Stati Uniti nel suo complesso e a San Francisco, dove Uber è nata, in particolare. Naturalmente la disparità dei redditi negli Usa ha una storia molto più lunga, cresce dalla metà degli anni 70 circa, ma una ricerca del Brookings Institution, uno dei maggiori Think Tank americani, ha rilevato che tra tutte le città degli Stati Uniti, San Francisco ha avuto il più grande aumento delle disuguaglianze tra il 2007 e il 2012. Per fare un paragone chiarificatore, la disparità di San Francisco a partire dal 2012, come misurato da un'agenzia di città, era più pronunciato della disuguaglianza a Mumbai, in India.
Come vedrete nel video postato qui sotto, il livello di disuguaglianza dei redditi negli Usa ha superato largamente la percezione che una grossa fetta di americani ha della distribuzione della ricchezza nel loro Paese che, per quanto sia già peggiore rispetto all’ideale immaginato, è estremamente lontana dalla realtà dei fatti.
Il trattamento che Uber, riserva ai guidatori che si registrano sulla sua App sta facendo molto discutere negli Usa. Forti proteste e primi scioperi sono già stati messi in atto per richiedere uno stipendio minimo, un’assicurazione completa e una diminuzione della percentuale, il 20%, che Uber si intasca da ogni corsa. Con richieste molto simili una class-action è stata lanciata dai guidatori delle auto-Uber a San Francisco.
La questione ormai è sempre la stessa, la tecnologia sta favorendo i consumatori, con servizi meno costosi, ma colpisce, duramente, chi lavora nel settore in questione, creando si dei nuovi posti di lavoro, ma di qualità molto inferiore. È un cane che si morde la coda, perché i lavoratori sono anche consumatori e se i primi perdono il lavoro o ne fanno uno mal pagato i secondi spenderanno sempre di meno condannando l’economia di un Paese ad avvitarsi su se stessa. Nessuno pensa di poter bloccare l’innovazione, è nella natura dell’umanità, ma crediamo che le innovazioni migliori siano il riflesso di un benessere generalizzato, non di una crescita delle disuguaglianze.
