Cina, Quando la Politica Monetaria non Basta

Quello che è successo ai mercati cinesi negli ultimi giorni, un crollo delle azioni e un’impennata della volatilità dei listini, sta a indicare i limiti di un’economia dominata dallo stato. La volatilità è causata dall’incertezza e dai ribassi di mercato, a loro volta indotti dal timore degli azionisti di perdere soldi: un vero e proprio circolo vizioso. Si è sentito parlare di Vix Index, o anche più conosciuto come “indice della paura”.

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Questo sale quando il nervosismo la fa da padrone sugli investitori, e viene associato alle fasi di discesa dei mercati: in Cina ha toccato il picco di 40 nei giorni scorsi, mentre si trovava solo a 15 nelle settimane precedenti. Questa situazione, se mette in grossa difficoltà gli investitori, di certo si rivela una ghiotta opportunità per i “flash traders”: il disallineamento dei prezzi viene sfruttato a piene mani da chi, svolgendo entrate e uscite rapide dal mercato, svolge migliaia di operazioni al secondo. Si ritiene che gli High Frequency Tradings (Hft) costituiscano il 50% dei volumi scambiati nel mercato cinese, con il rischio di aumentare la distorsione dei prezzi e le impennate del Nasdaq.