Ed, infine, la possibilità di consolidare la City di Londra nell’invidiabile posizione di principale centro finanziario se non del mondo, d'Europa. Secondo il report, "nel corso dell'ultimo ciclo economico, la City si è integrata più velocemente con l'Eurozona che con qualsiasi altro mercato". Come testimoniato dal grafico, in cui vengono riportate le destinazioni dei prestiti britannici, "l'integrazione finanziaria tra il Regno Unito e l'Eurozona è stata cinque volte superiore a quella con gli Stati Uniti, aggiustando per le dimensioni economiche, al tempo della crisi dell'Euro nel 2012".
D'altro canto, “I costi di uscita”, nello scenario di un esito positivo del referendum, secondo il centro di ricerca inglese, “avrebbero un maggior peso dei (fondamentalmente illusori) benefici della sovranità”. “L’idea che la GB sarebbe più libera fuori dall’UE è [quindi] basata su una serie di luoghi comuni” conclude il report confermando anche la posizione della CBI, la Confindustria britannica.

