In definitiva, l'IGM ha posto un'argomentazione che nessuno stava avanzando in primo luogo, tanto meno l'autore stesso del libro, come ha avuto modo di appurare Jordan Weissmann, corrispondente per l'economia della rivista Slate, in un'email ricevuta direttamente da Piketty. "Credo che il libro renda piuttosto chiaro che la potente forza dietro l'aumento delle disuguaglianze di reddito e di ricchezza negli Stati Uniti dal 1970 - scrive l'economista - è la crescita delle disparità nei redditi da lavoro, la quale, a sua volta, è dovuta ad un insieme di disuguaglianze nell'accesso alle competenze ed a un'istruzione superiore, e l'esplosione delle compensazioni dei top manager". "Tutto ciò - conclude - ha davvero poco a che fare con r>g". Ciò significa che le stesse opinioni di Piketty sarebbero rientrate tra coloro che si sono trovati in "disaccordo" con la dichiarazione di IMG.
Duplice sembra essere l'origine di tale incomprensione. In primo luogo, pochi sembrano aver veramente letto tutte le 800 pagine di cui è costituito "Il Capitale del XXI Secolo". In secondo luogo, il manuale, in particolare per quel che riguarda l'analisi dei passati trend di disuguaglianza, è un composto di vari lavori empirici già pubblicati in precedenza da Piketty. Così una volta uscito, maggiore attenzione è stata prestata alla presentazione del nuovo materiale, in cui l'economista discute il proprio modello che descrive come la relazione r>g influenzerà il nostro futuro economico.
Da una parte abbiamo, quindi, chi parla dei precedenti studi empirici di Piketty, dall'altra chi si riferisce alla controversa relazione tra i rendimenti del capitale ed il tasso di crescita dell'economia, ed, infine, coloro che, senza aver letto il libro, propongono una discutibile sintesi delle due tematiche.
