Occupy Central, l’Economia Dietro Le Proteste Pro-democratiche di Hong Kong

Al tempo in cui avvenne il trasferimento della sovranità dal Regno Unito, Hong Kong si rivelò ben presto una delle regioni economicamente più rilevanti sotto il controllo di Pechino, capace di contribuire ad oltre un sesto dell'intero GDP cinese (18 percento). Nei successivi 18 anni, tuttavia, il Dragone è cresciuto ad un regime incredibilmente superiore rispetto a quello di Hong Kong, riducendone progressivamente il contributo, in termini di produzione, all'intera economia (vedi Figura 3) - ad oggi solo il 3 percento.

Figura 3. GDP di Hong Kong come percentuale del GDP cinese

hong-kon-protesta-3Dati tratti da World Bank

Sebbene Pechino abbia sempre considerato l'acquisizione di Hong Kong principalmente per i propri connotati politici, piuttosto che economici, la sua incredibile crescita sperimentata negli ultimi anni, e la successiva perdita di rilevanza dell'isola in questi termini, sembra aver rafforzato la consapevolezza del governo di Xi Jinping che il proprio modello - un "capitalismo autoritario" che combina l'economia di mercato ad una forte repressione politica - sia quello giusto.

La sicurezza acquisita dal Dragone - cresciuta assieme alla propria economia - sembra quindi essersi materializzata in un atteggiamento di maggior indifferenza verso le critiche di tale sistema da parte della comunità internazionale, anche quando si tratta di dover respingere e reprimere le richieste per una maggiore apertura democratica di Hong Kong.