Non si può, tuttavia, ignorare il fatto che Papa Francesco, sin dall'inizio del proprio papato, sembra aver preso la questione seriamente, adoperando la terminologia specifica del settore, nelle proprie critiche riflessioni sull'economia di libero mercato, per avanzare alcune salienti questioni morali - tanto da aver fatto recentemente riemergere l'ipotesi di una nuova Teologia della Liberazione. Già nella sua esortazione apostolica, l'Evangelii Gaudium, Francesco si era scagliato contro il capitalismo, castigando coloro con "una cruda ed ingenua fiducia nella bontà di chi brandisce il potere economico". Un sistema con non poche implicazioni per la vita moderna: "La cultura del benessere ci mortifica; siamo entusiasti se il mercato ci offre qualcosa di nuovo da comprare."
Secondo Schneck, Francesco "vede una crisi fondamentale nel mondo moderno che è stata guidata dai mercati che sono senza controllo", e questo tende ad influenzare tutte le tipologie di relazioni umane, "lavorando in un modo che incoraggia l'isolamento, nella direzione di un individualismo così radicale che diventa narcisistico". In questo senso, la scelta di utilizzare un linguaggio di matrice economica per affrontare il corrente stato dei costumi sessuali - dal sesso al matrimonio - sembra sensata. In fondo, la Chiesa ritiene un interesse morale nel preservare e promuovere le relazioni tra i fedeli, di qualsiasi genere esse siano. Se un crescente individualismo guidato dalle moderne dinamiche del mercato rischia di compromettere tali relazioni, sembra logico che la Chiesa tenti di arginare il fenomeno - utilizzando un linguaggio comprensibile al "peccatore".
