La tratta su rotaie è divenuta col tempo sempre più popolare per le compagnie europee, come Bmw e Mercedes-Benz, per le quali rimane una delle alternative più efficienti alle tradizionali rotte marittime che collegano l'Europa continentale alla Cina. Emblematico, in questo senso, è il caso di HP, la quale utilizza la tratta per il trasporto di oltre due terzi della propria produzione. Per quanto gli operatori ferroviari e le compagnie non abbiano ancora subito alcuna ripercussione dal conflitto Ucraino - "non ci sono ancora stati ritardi" conferma DB Schenker, addetto merci della Deutsche Bahn - pare evidente che il futuro della tratta dipenda strettamente dalla buona volontà del Presidente Russo Vladimir Putin, quanto dalle ambizioni mercantilistiche di Xi Jinping.
Secondo Niklas Swanström - direttore del Silk Road Studies Programme, nato da una partnership tra la School of Advanced International Studies della Johns Hopkins University e l'Institute for Security and Development Policy svedese - vi sono, infatti, alte possibilità che Putin possa iniziare ad utilizzare i collegamenti ferroviari allo stesso modo di come sono stati impiegati i gasdotti che collegano la Russia all'Europa: come uno strumento strategico che può essere fornito o meno a piacimento.
Nel frattempo, a Duisburgo i treni continuano ad arrivare e partire in orario, anche se i funzionari si dicono coscienti del fatto che, con un ulteriore inasprimento delle tensioni geopolitiche, la situazione potrebbe presto cambiare. "Sarei sorpreso se il traffico proseguisse così agevolmente anche in futuro", ha riferito Julian Böcker, portavoce del porto. "Non abbiamo idea di che cosa accadrà".
