“Ttip”, La Polemica sulla Mancata Trasparenza dell’Accordo Usa-Eu

Lori Wallach, direttrice del Public Citizen's Global Trade Watch, un prestigioso osservatorio indipendente di Washington, commenta così sul quotidiano francese “Le Monde Diplomatique” l'imperiosa volontà di sottrarre il cantiere del trattato all'attenzione del pubblico: "Nulla deve sfuggire. Sono state date istruzioni di lasciare giornalisti e cittadini ai margini delle discussioni: essi saranno informati in tempo utile, alla firma del trattato, quando sarà troppo tardi per reagire". Una decisione pericolosamente razionale per la Wallach, dettata dalla necessità di "prendere tempo prima di annunciare al paese gli effetti che esso produrrà a tutti i livelli".

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Allo stesso modo si è esposta la senatrice democratica Elizabeth Warren, che, secondo quanto riportato da The Nation, ha recentemente dichiarato che "Wall Street, aziende farmaceutiche, telecom, grandi inquinatori stanno sbavando" in attesa della ratificazione del trattato, i cui dettagli rimangono ancora oscuri per le grandi opposizioni che quest'ultimo sarebbe costretto a fronteggiare qualora maggiori informazioni diventassero di dominio pubblico. "Un accordo negoziato senza alcun esame democratico non dovrebbe mai essere firmato", conclude la Warren chiedendo al Congresso la pubblicazione dei documenti riguardanti la trattativa.

E mentre le negoziazioni, iniziate in sordina almeno un anno fa, arrivano al quinto round, l'ultimo tenutosi a Arlington, in Virginia, tra il 19 e il 23 maggio, in Europa si continua con la retorica del recupero della competività post-crisi, l'Euroscetticismo, ed il superamento delle politiche di austerity. Anche qui continua a valere il principio "chi non ha niente da nascondere non ha niente da temere".